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Disoccupazione
Obiettivi
Il progetto si inserisce nell‘ambito di un programma occupazionale finanziato dalla LADI (Legge sull‘assicurazione-disoccupazione). Tra gli scopi principali segnaliamo: favorire il reinserimento dei partecipanti nel mondo del lavoro, riabituandoli ai ritmi e agli orari lavorativi; infondere maggiore motivazione e sicurezza nelle loro competenze e capacità.
A chi si rivolge
Il programma si rivolge a disoccupati provenienti da diverse professioni o senza formazione specifica e con difficoltà di inserimento.
Attività
Si svolgono attività affini al riciclaggio, alla restaurazione e decorazione di biciclette.
Tra le attività svolte citiamo in particolare:
• raccolta di biciclette usate;
• riciclaggio e riparazione;
• progettazione e costruzione di modelli unici in miniatura;
• decorazione e personalizzazione delle bici;
• realizzazione di biciclette „pardate“ per il Festival Internazionale del Film di Locarno;
• costruzione di modellini e oggetti particolari a partire da metalli riciclati;
• saldatura e verniciatura;
• collaborazione con diversi enti pubblici e privati.
Avendo soddisfatto le esigenze per la gestione e l'assicurazione della qualità come ente di formazione continua, SOS Ticino è abilitato a rilasciare una certificazione secondo i criteri eduQua.
Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
SOS Ticino
Atelier Ri-cicletta
Resp. Pietro Di Conza
Via Zurigo 17
mail: pdiconza@sos-ti.ch
Negozio aperto al pubblico:
Lunedì e Venerdì:
13.30 - 16.30
"Da noi la disoccupazione si combatte in bicicletta"
Un atelier di Sos Ticino offre a chi ha perso il lavoro un'esperienza originale. Sono nate così le bici leopardate del Festival di Locarno e non solo
Sono creative, colorate e combattono la disoccupazione. Ogni bicicletta, realizzata all'interno dell'atelier "Ricicletta" di Sos Ticino, ha una storia personale. Una storia che quasi sempre parte da una crisi, dalla perdita del posto di lavoro e dalla voglia di non buttare via il proprio tempo. La prima volta le porte dei laboratori di via Zurigo a Lugano si sono aperte per offrire una nuova opportunità ad alcuni dei disoccupati della Monteforno, una grande ditta ticinese in difficoltà. «In quell'occasione furono circa ottocento i dipendenti che persero il lavoro - racconta Pietro Di Conza, responsabile dell'atelier -. Occorreva quindi trovare una risposta a un problema che aveva toccato moltissime famiglie del territorio. È in quel momento che è nato il nostro atelier dove viene proposto quello che tecnicamente si chiama programma occupazionale: vale a dire impiegare il tempo libero con attività di integrazione e reinserimento nel mondo del lavoro».
L'iniziativa della "Ricicletta" si ispira ad un progetto sviluppato nella Svizzera centrale: le bici prodotte vengono destinate a organizzazioni, eventi o università. L'esempio più celebre è quello del festival del cinema di Locarno dove le bici "pardate" hanno colorato le vie della città. «Il gruppo di lavoro accoglie ogni volta circa una decina di persone per un periodo di sei mesi - prosegue Di Conza -. Al centro di ogni attività c'è la persona, le sue aspirazioni e i suoi problemi. Abbiamo accolto anche molti stranieri con i quali ci siamo concentrati sull'apprendimento della lingua, il primo passo da compiere per offrirsi nel mondo del lavoro. Al termine del progetto si ha acquisito un'esperienza davvero particolare. Molti riescono a trovare una nuova occupazione per altri il cammino resta più difficile ma sono certo che questi mesi saranno utili a tutti».
Le riciclette sono solo una parte dell'attività di Sos Ticino che si occupa con iniziative diverse di combattere la disoccupazione e la povertà. Nel laboratorio di Lugano le bici vengono riciclate, sistemate e decorate. Inoltre vengono progettati e costruiti modelli unici in miniatura e modellini particolari realizzati con materiali riciclati.
In occasione degli appuntamenti organizzati nella campagna ticinese di sensibilizzazione sulla povertà, nel mese di maggio, è stato organizzato un evento per la consegna di dieci nuove "riciclette" arancioni che saranno consegnate agli studenti dell'Università della Svizzera Italiana.
Maria Carla Cebrelli
mariacarla@varesenews.it
www.varesenews.it
http://www3.varesenews.it/insubria/articolo.php?id=170230